Battaglia di Boyacá in Colombia
La Colombia commemora la Battaglia di Boyacá il 7 agosto, ricordando la vittoria del 1819 che contribuì ad aprire la strada all’indipendenza e alla presa della capitale, Santafé. La data è una festività retribuita nazionale per i lavoratori del settore pubblico e privato ed è anche celebrata come giorno dell’Esercito colombiano.[1][2]
Data fissa e giorno di riposo retribuito
La legge 51 del 1983 include il 7 agosto tra le festività civili e religiose per le quali i lavoratori del settore pubblico e privato hanno diritto al riposo retribuito. La legge sposta alcune festività al lunedì successivo quando non cadono di lunedì, ma il 7 agosto non è tra le date indicate per tale spostamento. La festività resta quindi il 7 agosto, anche quando cade nel fine settimana.[1]
Il Banco de la República indica il 7 agosto come giorno festivo bancario. Il diritto legale al riposo retribuito si applica ai lavoratori; non stabilisce di per sé un calendario scolastico, quindi le famiglie dovrebbero verificare gli orari della propria scuola.[1][5]
La battaglia e le sue conseguenze
La battaglia ebbe luogo il 7 agosto 1819, nei pressi del paese di Boyacá, tra Tunja e Ventaquemada. Simón Bolívar e Francisco de Paula Santander guidavano le forze patriote; José María Barreiro comandava le truppe realiste. Lo scontro avvenne nei pressi dell’incrocio di Casa de Teja, a una certa distanza dal ponte che diede alla battaglia il suo nome più noto. Entrambi gli schieramenti cercavano di attraversare il ponte sul fiume Teatinos lungo la strada verso la capitale.[2][3]
La sconfitta dei realisti e la cattura di Barreiro ebbero importanti conseguenze politiche: la capitale, Santafé, rimase esposta e la vittoria contribuì a liberare una parte significativa del territorio. Non pose fine all’intera guerra d’indipendenza; l’enciclopedia culturale del Banco de la República osserva che i combattimenti continuarono per almeno altri quattro anni.[2]
Come la Colombia commemora la data
L’anniversario è strettamente legato al luogo della battaglia e alle forze armate. Il governo di Boyacá ha documentato cerimonie presso il monumento storico, con onori militari, decorazioni e una deposizione floreale. Anche un messaggio del governo nazionale invita i colombiani a esporre la bandiera del Paese il 7 agosto.[4][5]
Le commemorazioni non si svolgono solo a Boyacá. La Difesa civile colombiana ha documentato sfilate e cerimonie culturali o civiche in comuni di vari dipartimenti, tra cui Santander, Tolima e Putumayo. Questi esempi mostrano alcune forme assunte dalle celebrazioni; i programmi locali possono variare di anno in anno.[4]
Cosa aspettarsi dai visitatori
Gli uffici pubblici sono chiusi per la festività prevista dalla legge e la data è un giorno festivo bancario. Prima di organizzarsi, verificate con i negozi o gli operatori di trasporto, poiché i loro orari variano.[1][5]
Chi è interessato alla storia può visitare il complesso monumentale del campo di battaglia di Boyacá, che comprende memoriali dedicati agli eventi del 7 agosto. Il ponte storico fa parte del paesaggio commemorativo, ma la battaglia ebbe luogo a un incrocio vicino, non sul ponte.[2][3]
Domande frequenti sulla festività della Battaglia di Boyacá
Il 7 agosto è una festività retribuita in Colombia?
Sì. La legge 51 del 1983 riconosce ai lavoratori del settore pubblico e privato il riposo retribuito il 7 agosto.[1]
La festività viene spostata al lunedì se il 7 agosto cade nel fine settimana?
No. L’elenco delle festività che la legge sposta al lunedì non include il 7 agosto, quindi la festività resta nella data prevista dal calendario.[1]
Banche e negozi sono aperti?
Fonti e riferimenti
Fonti utilizzate per Battaglia di Boyacá in Colombia:
- Ley 51 de 1983- Departamento Administrativo de la Función Pública
- Puente de Boyacá- Banco de la República, Banrepcultural
- ¿Qué sabemos del Puente de Boyacá?- Banco de la República, Banrepcultural
- La DCC participó en los actos conmemorativos del 7 de Agosto- Defensa Civil Colombiana
- FERIADO BANCARIO - Batalla de Boyacá- Banco de la República